Di seguito abbiamo riportato le risposte alle domande più frequenti sul progetto Biopiattaforma.
La termovalorizzazione è un processo attraverso il quale si genera energia elettrica o si produce calore per usi diversi a partire dalla combustione dei rifiuti, nel nostro caso dai fanghi di depurazione. Nel caso dell’impianto di ZeroC, i fanghi in ingresso vengo convogliati ai forni a letto fluido; il calore generato viene convogliato in parte a teleriscaldamento e in parte a produzione di energia elettrica. Questo in accordo con le più recenti normative in materia di economia circolare della UE che definiscono il ruolo nel recupero energetico dei termovalorizzatori nella cosiddetta piramide dei rifiuti.
Sì, ma non sono sostitutive della termovalorizzazione ma si integrano a monte della termovalorizzazione. È possibile in effetti la digestione anaerobica che produce biogas e poi biometano. È possibile disidratare, ispessire i fanghi. E altre lavorazioni più evolute sono in corso di sperimentazione. Sono tutti trattamenti che Gruppo CAP esegue, ad esempio nell’impianto di Bresso, ma che generano scarti e residui che poi andranno trattati nel termovalorizzatore. Quindi non è vero che queste tecnologie possono sostituire la termovalorizzazione, ma si aggiungono a essa. Dopo tutti i trattamenti gli scarti dei fanghi hanno solo due strade: o la discarica (inquinante e non rispondente alle direttive europee) o impianti come BioPiattaforma. Altre tecnologie invece (pirolisi o gassificazione), al momento non hanno la maturità per essere implementate in modo industriale.
Sì certo. I limiti di legge che prescrivono concentrazioni puntuali di sostanze emesse, ad esempio, vengono definite dagli enti in funzione di complesse valutazioni che tengono conto dell’entità e le modalità di emissione (sorgenti puntiformi, diffuse, altezza di emissione ecc.), i tempi di persistenza degli inquinanti e il grado di mescolamento dell’aria. Non solo ma nella valutazione di BioPiattaforma si è tenuto conto anche dei fattori atmosferici prevalenti, delle temperature medie, dei venti ecc. e si sono adottate le migliori tecnologie di abbattimento presenti oggi sul mercato.
Sì, se rispettano due criteri. Nella discussione che sta avvenendo sugli investimenti sostenibili, la Commissione Europea ha chiarito che impianti di termovalorizzazione possono essere inclusi come investimenti che contribuiscono alla sostenibilità a patto che entrino a fare parte di un processo di economia circolare che abbia un impatto ambientale positivo o vengano utilizzati per trattare alcuni rifiuti che non avrebbero altro possibile trattamento se non la discarica. Oggi BioPiattaforma risponde a entrambi i criteri.
Il tema dello smaltimento dei fanghi di depurazione è trattato in modo vario in Europa. In particolare, è oggetto di discussione lo smaltimento in agricoltura su cui in Italia si è deciso per una sostanziale stretta a partire dal 2017-2018.
In Europa lo smaltimento dei fanghi in agricoltura rappresenta una pratica comune, così come la produzione di compost e l’incenerimento dove è forte la presenza di effluenti zootecnici. Riguardo all’incenerimento si sta affermando una regolazione rivolta a sollecitare i gestori degli impianti a valutare e adottare tecnologie finalizzate al recupero specifico del fosforo dai fanghi.